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Il mondo dell’adolescenza, parte 2: Le difficoltà adolescenziali

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Il mondo dell’adolescenza, parte 2: Le difficoltà adolescenziali

Chi ha un adolescente in casa lo sa bene, la caratteristica principale è l’altalenanza dell’umore. Un adolescente infatti è in una fase dove attraversa una forte instabilità e discontinuità del carattere che talvolta appare estraneo. Il figlio adolescente si mostra con aspetti che sembrano appartenere ad altri e li vive con una tale intensità da far vivere ai genitori dei momenti davvero difficili. In cui non si hanno le idee chiare su quale strada da intraprendere sia la migliore in quel momento.

E’ importante che i genitori abbiano sempre a mente che il periodo è di transizione e che si alterneranno momenti in cui le emozioni dell’adolescente gli faranno vivere sentimenti di frustrazione, rabbia e smarrimento ad altri in cui in famiglia sembra essere tornato l’equilibrio di sempre, fatto di calma e serenità.

Cerchiamo insieme di vedere quali possono essere le caratteristiche che accomunano la turbolenza di questa fase evolutiva.

La caratteristica principale è quella di vivere i sentimenti ed i conflitti in modo estremo; la via di mezzo, le sfumature non esistono nella quotidianità di un adolescente. Tutto è vissuto con una forza quasi violenta e tutto diventa una questione “di vita o di morte”. Questo vivere tutto in modo estremo l’adolescente lo fa esercitando due diverse modalità: l’agito passivo (attraverso il silenzio, il ritiro, l’isolamento) e l’agito attivo (attraverso l’agito verbale o fisico, la ribellione). In entrambi i casi, quello che passa dal modo in cui l’adolescente si rapporta è una buona dose di aggressività verso il mondo esterno.

Il giovane adolescente si trova a vivere con difficoltà la possibilità di esprimere i propri bisogni, i propri desideri e sentimenti attraverso l’uso delle parole; questo dipende dalla difficoltà che hanno per primi di riuscire a comprendere ciò che vivono e a rappresentarselo. La conseguenza che deriva da questa difficoltà è la tendenza ad esprimersi attraverso l’uso del corpo e dell’agito. Anche questa caratteristica, seppur delicata e fonte di preoccupazione da parte dei genitori, è parte dell’adolescenza e quindi potenzialmente transitoria. In questo caso, l’acquisizione da parte dell’adolescente, di relazioni e di identificazioni solide può contribuire alla dissoluzione di queste modalità comunicative.

Altre caratteristiche che riguardano l’adolescenza sono la difficoltà a comprendere chi si è e a riconoscersi all’interno di un momento di forte cambiamento; difficoltà che può essere vissuta come quella di riconoscere e di sostenere la propria identità individuale. Collegata a questo vi è la difficoltà ad avere degli obiettivi definiti per il proprio futuro, il quale viene vissuto in modo molto incerto.

Un tema importante sono le conflittualità con i genitori che vengono vissuti come incapaci di comprendere il figlio. Nelle dinamiche relazionali, in questa fase accade spesso che tra genitori e figli si creino delle difficoltà relazionali e comunicative. Spesso il genitore vive il figlio in modo ambivalente, a momenti come un bambino e a momenti come un adulto. L’adolescente può di conseguenza sentirsi non accolto e avvertire una invasione dei propri spazi da parte degli adulti di riferimento.

Un sintomo oggi molto diffuso è quello legato all’alimentazione. Molti adolescenti, maschi o femmine hanno un rapporto disfunzionale ed estremo con il cibo, che viene o rifiutato o assunto in modo eccessivo. Qualora questo rapporto dovesse perdurare nel tempo merita un’attenzione particolare all’interno della famiglia. A questo spesso sono legati anche dei disagi manifestati verso il proprio aspetto fisico. Questi possono esprimersi attraverso delle frasi negative rivolte a se stesso.

La scuola diventa, durante l’adolescenza, un bersaglio molto facile dove riversare il proprio disagio. Questo si traduce spesso in rese altalenanti o scarse; in sentimenti di indifferenza e perdita di interesse per l’istruzione e alla convinzione di non essere una persona competente e con delle possibilità. Legate alle problematiche con la scuola (ma non solo circoscrivibili a questo ambito) si verificano talvolta delle situazioni in cui il ragazzo manifesta delle sofferenze fisiche ma il medico competente esclude una causa organica al riguardo. Queste somatizzazioni possono esprimersi sotto svariate forme, dal mal di testa, al mal di stomaco, a forme di dermatite e molto altro.

Il rapporto con i coetanei, molto importante in questa fase di crescita diventa un bersaglio emotivo per l’adolescente che può vivere alcune situazioni con un carico affettivo ed emotivo tale d da mettere in discussione il proprio valore e la propria identità. Questo accade spesso in quelle situazioni in cui vi è una rottura con l’amico/a o con il compagno/a. in modo allargato si possono osservare situazioni di eccessivo isolamento rispetto al gruppo dei pari e la preferenza a rimanere all’interno della propria abitazione senza il desiderio di vedere amici. Altro esempio riguarda il vivere dei sentimenti di forte disagio nel parlare con il gruppo, talvolta anche l’incapacità di riuscirci o tutti quei pensieri in cui l’adolescente si sente diverso rispetto agli amici e pensa di non essere mai considerato dal gruppo.

Un altro aspetto molto importante è legato all’identità sessuale che si sta formando e verso la quale accade che l’adolescente abbia dei vissuti ambivalenti (la difficoltà di capire se si è attratti dai ragazzi o dalle ragazze) o che si vergogni di dichiarare quella che è la propria identità sessuale alla famiglia e agli amici.

Un ultimo esempio di situazioni/comportamenti che meritano uno sguardo attento riguarda l’assunzione di alcool o sostanze stupefacenti. Questo argomento è molto forte al giorno d’oggi, dove la maggior parte dei ragazzi fa uso di queste sostanze.

La lista delle situazioni da osservare si è rivelata molto lunga e ricca di contesti; è bene che i genitori non si spaventino o non si scoraggino davanti al turbolento mondo adolescenziale. E’ infatti importante che le manifestazioni sopra elencate non vengano osservate immediatamente come sintomi di una possibile patologia, ma come situazioni fisiologiche in evoluzione. Qualora queste evoluzioni si rafforzino, allora, e solo allora possono essere considerate con preoccupazione e trattate come possibili problemi.

 

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