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Funzione materna e funzione paterna

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Funzione materna e funzione paterna

Nel corso degli anni la composizione della famiglia ha vissuto numerose modificazioni. Fino ad un decennio fa, la famiglia classica, quella composta da una mamma e un papà era pressochè l’unica esistente. Da qualche tempo a questa parte il concetto di famiglia e la sua composizione ha cambiato faccia e sta aprendo un ventaglio di possibilità differenti tra loro. Oggi la composizioni dei nuclei famigliari con cui ci incontriamo  sono tra i più vari: ci sono infatti famiglie monogenitoriali, fatte da una mamma o da un papà; famiglie monoparentali dove vi è un solo adulto che si occupa di un minore; famiglie ricostruite, quelle dove uno o più partner ha già avuto figli da relazioni precedenti; famiglie di fatto, quelle in cui i partner non sono sposati; le famiglie immigrate, dove l’equilibrio si costruisce tra valori e costumi di origine e quelli del nuovo paese o le famiglie adottive.

Nonostante lo scenario sia sempre più ampio, vi sono delle costanti all’interno dei diversi nuclei familiari che vanno mantenute e che hanno un enorme valore per il benessere dei componenti della famiglia e per il mantenimento dell’equilibrio, sia dei singoli che del nucleo nel suo complesso.

Una di queste costanti riguarda il tema di questo breve scritto: la funzione genitoriale materna e paterna.

In quanto si parla di funzione è bene evidenziare come questa possa essere svolta sia dalla figura femminile che da quella maschile.

La funzione materna è quella deputata principalmente all’accoglienza e all’accudimento; la funzione paterna invece è quella incaricata degli aspetti emancipativi e normativi.

Vediamo ora più nel dettaglio in che cosa consistono queste due diverse funzioni e perché è importante che entrambe siano presenti nella crescita dei figli all’interno della famiglia.

La funzione materna è rappresentata e agita da chi si prende cura dei bisogni fisiologici e relazionali del bambino occupandosi quindi del nutrimento e della protezione da una parte e del dare amore ascolto e comprensione dall’altro. Questa funzione è svolta attraverso la capacità di sintonizzazione da parte dell’adulto su questi bisogni fondamentali per lo sviluppo futuro del bambino. La costanza e la continuità sono due caratteristiche fondamentali che possono permettere all’adulto di rispondere al bisogno innato del bambino di dipendenza e di sicurezza/protezione. Questo permette il riuscire ad accogliere le angosce fisiologiche del bambino attraverso la capacità di contenimento che la relazione con l’adulto offre.

La funzione materna ha il compito di vedere, riconoscere ed accettare il figlio per quello che è, di vedere quindi il figlio reale allo scopo di permettere al bambino di poter percepire se stesso come oggetto di amore e cura unico e speciale. Questo processo che si viene a costruire nella relazione tra il bambino e l’adulto che svolge questa funzione, permette la costruzione di una base sicura che offre conforto, sicurezza e sostegno, una base alla quale si può fare ritorno ogni volta che nel corso dello sviluppo se ne incontri necessità.

La funzione paterna invece ha la funzione di esercitare un ruolo normativo ed emancipativo verso l’ambiente esterno. Attraverso i suoi compiti vengono trasmessi al bambino le regole ed i comportamenti che si possono assumere in modo contestuale rispetto all’ambiente ed alla situazione in cui ci si trova. Altra funzione è quella di porre dei confini e dei limiti al bambino che serviranno nella vita psichica e nella vita reale al bambino stesso per muoversi in autonomia e sicurezza. L’aspetto emancipativo, sempre rivolto verso l’esterno, ha la funzione di non lasciare che il bambino rimanga sempre all’interno della zona di sicurezza e protezione ma che sviluppi la sicurezza ed il coraggio di esplorare il mondo esterno ed i suoi pericoli affrontando le paure che vi sono legate. La funzione paterna ha un ruolo altrettanto importante, anche se solitamente l’accento viene maggiormente posto sulla funzione materna, in quanto permette al bambino di distaccarsi da una relazione di dipendenza con la “madre” per mettersi alla prova all’interno del mondo esterno, portando il bambino a trovare le strategie necessarie per affrontare i dubbi e le paure formandosi come persona autonoma ed indipendente.

All’interno dei nuclei familiari queste due funzioni sono solitamente assolte dalla madre e dal padre; ad oggi, considerando l’ampio scenario con cui ci possiamo confrontare è utile ricordarsi che l’importante non è di per sé da chi viene svolta la funzione, ma che essa sia effettivamente presente nella relazione con il bambino. L’importanza che entrambe siano presenti nelle esperienze che può fare il bambino all’interno della famiglia in cui vive è data dall’equilibrio che entrambe forniscono alla crescita completa del bambino stesso ed alla possibilità per lui di giungere alla costruzione di un sé individuale coeso.

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