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Il mondo dell’adolescenza, parte 1: i compiti evolutivi

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Il mondo dell’adolescenza, parte 1: i compiti evolutivi

Quando parliamo di adolescenza il nostro pensiero fa riferimento ad un periodo delicato della crescita di una persona, tra i 13 ed i 25 anni. Il termine adolescenza deriva dal latino “adolescere” e significa crescere, volgendo lo sguardo verso il futuro, alla ricerca difficile di tutte le abilità e le competenze che gli serviranno per affrontare la vita. Durante questo delicato periodo, gli interrogativi, i dubbi sul mondo, i conflitti con i genitori, la ridefinizione del proprio ruolo, i cambiamenti corporei, sono tutti fattori che hanno la funzione di rappresentare dei momenti di passaggio, dei compiti evolutivi da vivere e acquisire.

Questa fase di disequilibrio non è la prima che si verifica nel percorso di crescita di una persona, e non è nemmeno l’ultima. Quello che accade è però che, per la prima volta, l’adolescente è consapevole dei cambiamenti che sta vivendo ed ha bisogno di rivolgervi delle attribuzioni di senso, di conoscere e comprendere quello che gli sta accadendo. I dubbi, le questioni che l’adolescente si pone sono numerose ed hanno tutte a che vedere con se stesso in relazione a sé e al mondo esterno.

L’adolescente si trova, come accennato all’inizio, a volgere il proprio interesse al compimento di diversi compiti evolutivi; questi sono i punti sui quali l’adolescente può incontrare delle difficoltà che si traducono in sintomi disfunzionali alla crescita.

I temi evolutivi si possono raggruppare in cinque aree:

  • I cambiamenti corporei: rappresentano il primo grande e oggettivo cambiamento che avviene in questa delicata fase. La pubertà comporta delle modifiche corporee esterne che mettono in crisi l’identità che l’adolescente si era costruito fino a quel momento. Il corpo viene vissuto come nuovo ed estraneo; diventa così uno strumento con cui l’adolescente comunica e con il quale sperimenta i suoi vissuti interiori. Spesso accade che il corpo venga usato come palcoscenico per rappresentare i conflitti; questo lo vediamo ad esempio nelle situazioni in cui insorgono disturbi alimentari.
  • La ridefinizione dell’identità che passa inevitabilmente dalla differenziazione dalle figure genitoriali e dall’acquisizione di una crescente autonomia. In questo compito evolutivo l’adolescente da un lato vive la possibilità non solo di avere, ma di esercitare scelte e preferenze morali e valoriali, ma vive anche un’esperienza di lutto per la propria infanzia e precisamente per l’identità costruita fino a quel momento.

Quando pensiamo all’ambiguità dell’adolescente che da un lato vuole comportarsi da adulto ma dall’altro ha ancora bisogno di ancorarsi a comportamenti che sono più infantili stiamo parlando proprio di questo passaggio importante dove la persona sta cercando di ridefinire la sua identità.

  • Le relazioni sociali e l’identità sociale rappresentano il terzo compito evolutivo. Durante l’adolescenza il gruppo dei pari acquisisce una importanza enorme; il senso di appartenenza e di condivisione con altre persone, differenti dai genitori, con cui identificarsi permettono il passaggio all’età adulta.E’solo attraverso la condivisione di amicizie, che l’adolescente comincerà a costruire una immagine di Sé quale essere sociale in grado di possedere delle capacità di analisi e giudizio utili ad affrontare le sfide esterne.
  • Parlando sempre di identità, durante l’adolescenza vi è l’acquisizione dell’identità sessuale e di genere. Questa acquisizione, attraverso lo sviluppo degli organi sessuali, comporta il potersi identificare nel genere femminile o in quello maschile. La difficoltà di questo compito evolutivo, non sta solo nella delicatezza dell’identificazione in sé, ma anche nella possibilità di integrare questo pezzo con l’affettività complessiva che l’adolescente possiede.
  • La progettualità futura è l’ultimo compito evolutivo e viene permesso dalla formazione dei sistemi motivazionali e dall’insieme dei valori che l’adolescente ha appreso e fatto propri nel corso del suo sviluppo. E’ necessario che questi elementi possano integrarsi in un equilibrio coerente con l’identità dell’adolescente in modo tale da poter permettere la possibilità di attingere a degli strumenti interni che fungano da mediatori tra i bisogni interni personali e le esigenze sociali che vengono richieste dal mondo. In questo compito risiedono anche la capacità di attingere alla possibilità di costruirsi dei desideri e degli obiettivi futuri a cui aspirare.

Attraverso la conquista di questi compiti evolutivi, L’adolescente passa da una diffusione d’identità ad una identità autonoma, sperimentando ruoli diversi e tessendo relazioni sociali che gli consentono di identificarsi. Questo delicato processo di ridefinizione dell’identità comporta un continuo conflitto tra il bisogno di appartenenza e protezione da parte dell’ambiente famigliare e la necessità impellente di inserirsi in un gruppo dei pari che si discosti da quello famigliare.

Emerge quindi la precarietà che l’adolescente vive in questo lungo momento della sua vita, dove tutto quello che ha costruito si scontra con nuovi bisogni e nuove necessità e dove tutto viene vissuto con molta intensità, con lo scopo di portare a termine tutti i diversi compiti evolutivi che si trova a vivere ogni giorno senza saper dargli un nome ed un ruolo.

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